Per un lungo periodo della nostra storia il potenziale della maggior parte dei talenti dell’umanità è stato imbrigliato da vite brevi e incerte, da società chiuse, le cui redini hanno per secoli impedito che idee e contributi vantaggiosi per tutti prendessero vita.
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Cosa succede, allora, quando il talento, la preparazione, la creatività dell’umanità si moltiplicano? Cosa succede se le possibilità di contribuire alle innovazioni decisive per lo sviluppo economico e sociale non vengono affidate solo a un ristretto numero di menti privilegiate, ma si diffondono attraverso la progressiva valorizzazione di innumerevoli talenti di origini diverse, con grandi sinergie di squadra? Il progresso diventa ancora più veloce, esteso e potenzialmente partecipato, soprattutto quando incoraggiamo la condivisione delle idee e delle innovazioni. Per la prima volta viviamo in un mondo «iperdiverso». Vi siamo arrivati attraverso una serie di rivoluzioni, quelle della longevità, delle migrazioni, dell’istruzione e di genere, che permettono di far sbocciare i contributi che giungono da persone radicalmente differenti. Ciascuna delle rivoluzioni può far emergere nuove diseguaglianze o reazioni ostili, ma sarebbe disastroso negare che questa è una direzione feconda, su cui abbiamo l’opportunità di costruire un futuro migliore. Francesco Billari propone un saggio pacato e dirompente, rigoroso e visionario. L’analisi sociale, demografica, economica, statistica, rivela un cambiamento che non possiamo non affrontare, e che ci spinge alla creazione di un nuovo contratto sociale. Cogliendo tutti assieme le grandi opportunità del mondo iperdiverso, e affrontandone le sfide.